All'interno di un'azienda lo storage rappresenta uno degli elementi fondamentali dell'infrastruttura informatica perché è responsabile della conservazione dei dati utilizzati quotidianamente da server, applicazioni, sistemi gestionali, database e utenti. Documenti, database, backup, archivi, file multimediali e dati applicativi devono essere memorizzati su dispositivi e sistemi in grado di garantire prestazioni adeguate, affidabilità e disponibilità. La scelta dello storage aziendale non può quindi essere basata esclusivamente sulla capacità in terabyte disponibile, ma deve tenere conto delle modalità di utilizzo, del numero di utenti, delle prestazioni richieste, della frequenza di accesso ai dati, della necessità di ridondanza e della strategia di backup.

Quando si parla di storage aziendale entrano in gioco tecnologie differenti, tra cui SSD e HDD per la memorizzazione fisica dei dati e sistemi NAS e SAN per fornire capacità di archiviazione condivisa attraverso la rete. Queste soluzioni non sono necessariamente alternative assolute, perché in un'infrastruttura professionale possono essere utilizzate contemporaneamente con funzioni differenti. Un server può utilizzare SSD per eseguire rapidamente il sistema operativo e le applicazioni, HDD per archiviare grandi quantità di dati, un NAS per la condivisione dei file e una SAN per fornire storage ad alte prestazioni a più server.

SSD aziendali: velocità e prestazioni

Gli SSD, ovvero Solid State Drive, utilizzano memoria flash per memorizzare i dati e non presentano componenti meccanici in movimento. Questa caratteristica permette di ottenere tempi di accesso molto inferiori rispetto ai tradizionali hard disk e una maggiore capacità di gestire operazioni I/O simultanee. In un ambiente aziendale la differenza può diventare particolarmente evidente quando lo storage viene utilizzato per database, macchine virtuali, applicazioni gestionali o sistemi che effettuano numerose operazioni di lettura e scrittura.

La velocità di un SSD non deve essere valutata soltanto considerando la velocità sequenziale dichiarata dal produttore. In un'infrastruttura server sono particolarmente importanti anche le prestazioni in operazioni casuali, il numero di IOPS, la latenza e la capacità del dispositivo di mantenere prestazioni costanti sotto carico. Un database, per esempio, può eseguire numerose operazioni casuali di piccole dimensioni e beneficiare maggiormente di una bassa latenza rispetto a un sistema utilizzato prevalentemente per trasferire file di grandi dimensioni.

Per questo motivo gli SSD vengono spesso utilizzati per sistemi operativi dei server, database, applicazioni aziendali e infrastrutture virtualizzate. La maggiore velocità permette di ridurre i tempi di risposta delle applicazioni e migliorare l'esperienza degli utenti, soprattutto quando numerosi processi accedono contemporaneamente ai dati.

HDD aziendali: capacità e rapporto costo per terabyte

Gli HDD, ovvero Hard Disk Drive, utilizzano piatti magnetici e testine meccaniche per la memorizzazione dei dati. Rispetto agli SSD presentano latenze superiori e prestazioni inferiori nelle operazioni casuali, ma continuano a essere molto utilizzati negli ambienti aziendali perché consentono di ottenere grandi capacità di archiviazione con un costo per terabyte generalmente più contenuto.

Gli hard disk possono risultare particolarmente adatti quando l'obiettivo principale è conservare grandi quantità di dati che non devono necessariamente essere elaborati alla massima velocità. Un'azienda può utilizzare HDD per archivi documentali, repository di file, sistemi di backup o dati storici, mentre riserva gli SSD alle applicazioni che richiedono prestazioni elevate.

Anche nel caso degli HDD è importante scegliere dispositivi progettati per l'utilizzo previsto. Un disco destinato a un server o a un NAS aziendale deve essere valutato considerando il carico di lavoro, il funzionamento continuativo, la tecnologia RAID supportata e l'affidabilità prevista dal produttore. Utilizzare un disco consumer in un ambiente sottoposto a elevati carichi di lavoro può infatti creare un punto debole nell'infrastruttura.

NAS: storage condiviso attraverso la rete

Un NAS, acronimo di Network Attached Storage, è un sistema di archiviazione collegato alla rete aziendale che permette a più utenti e dispositivi di accedere ai dati centralizzati. A differenza di un semplice disco installato all'interno di un computer, il NAS dispone di un proprio sistema operativo e di funzionalità specifiche per la gestione dello storage, degli utenti, delle autorizzazioni e della condivisione dei file.

In un'azienda il NAS può essere utilizzato per centralizzare documenti e cartelle condivise, creare repository per i backup, archiviare file di grandi dimensioni oppure mettere a disposizione dei dipendenti uno spazio di archiviazione accessibile dalla rete. La gestione centralizzata permette di evitare che i dati aziendali siano distribuiti su numerosi computer senza un controllo uniforme.

Un NAS moderno può inoltre supportare RAID, snapshot, replica dei dati, accesso remoto, autenticazione degli utenti e sistemi di backup. Questo lo rende una piattaforma molto più completa rispetto a un semplice disco di rete. La configurazione deve però essere progettata correttamente perché la presenza di più dischi o di un sistema RAID non significa automaticamente che i dati siano protetti da qualsiasi tipo di perdita.

SAN: storage ad alte prestazioni per i server

La SAN, ovvero Storage Area Network, rappresenta una soluzione differente rispetto al NAS ed è normalmente utilizzata in infrastrutture più complesse dove sono richieste elevate prestazioni, disponibilità e gestione centralizzata dello storage. Una SAN crea una rete dedicata attraverso la quale server e sistemi di elaborazione possono accedere a risorse di storage condivise.

Mentre un NAS presenta generalmente i dati attraverso protocolli di condivisione file, una SAN fornisce normalmente accesso a livello di blocco. Dal punto di vista del server, lo storage può quindi essere utilizzato in modo simile a un disco locale, anche se fisicamente si trova all'interno di un'infrastruttura separata. Questa caratteristica rende le SAN particolarmente adatte ad ambienti virtualizzati, database ad alte prestazioni e infrastrutture nelle quali numerosi server devono utilizzare sistemi di storage centralizzati.

La progettazione di una SAN richiede però competenze specifiche e un'infrastruttura adeguata, perché prestazioni e affidabilità dipendono dall'interazione tra storage, rete, controller, sistemi di alimentazione e server. In ambienti professionali possono essere utilizzate tecnologie come Fibre Channel oppure soluzioni basate su Ethernet e protocolli specifici per lo storage.

NAS e SAN: due approcci differenti

La differenza principale tra NAS e SAN riguarda il modo in cui i server e i dispositivi accedono ai dati. Un NAS è orientato principalmente alla condivisione di file attraverso la rete e rappresenta spesso una soluzione pratica per centralizzare documenti e archivi aziendali. Una SAN, invece, fornisce storage a blocchi e viene generalmente adottata quando sono necessarie prestazioni elevate, centralizzazione dello storage e una gestione più avanzata delle risorse utilizzate dai server.

Questo non significa che una soluzione sia sempre migliore dell'altra. La scelta dipende dall'architettura dell'infrastruttura e dal tipo di applicazioni utilizzate. Per una piccola azienda che necessita principalmente di uno spazio centralizzato per documenti e backup, un NAS professionale può essere una soluzione adeguata. In un data center con numerosi server virtualizzati e database ad alta intensità di I/O, una SAN può invece offrire caratteristiche più adatte alle esigenze dell'infrastruttura.

RAID e ridondanza dello storage

Quando si parla di storage aziendale è necessario considerare anche la ridondanza. Un singolo disco rappresenta infatti un possibile Single Point of Failure: se il dispositivo si guasta, i dati presenti al suo interno possono diventare temporaneamente o permanentemente indisponibili. Per ridurre questo rischio possono essere utilizzate configurazioni RAID, che distribuiscono o replicano i dati su più dischi.

Le diverse configurazioni RAID presentano caratteristiche differenti in termini di prestazioni, capacità utilizzabile e tolleranza al guasto. RAID 1, per esempio, mantiene una copia dei dati su due dischi, mentre RAID 5 utilizza la parità per permettere la ricostruzione dei dati in caso di guasto di un disco. RAID 6 aumenta la tolleranza consentendo la perdita di due dischi, mentre RAID 10 combina mirroring e striping per ottenere un buon compromesso tra prestazioni e ridondanza.

È però fondamentale chiarire che RAID non equivale a backup. Il RAID protegge principalmente dalla perdita di disponibilità causata dal guasto di uno o più dischi, ma non protegge da cancellazioni accidentali, ransomware, corruzione dei dati, errori degli utenti o altri eventi che possono compromettere contemporaneamente le informazioni presenti sul sistema.

SSD e HDD nello stesso ambiente aziendale

Non è sempre necessario scegliere tra SSD e HDD come se fossero tecnologie completamente alternative. In molte infrastrutture aziendali la soluzione più efficace consiste proprio nell'utilizzarle insieme assegnando a ciascuna tecnologia il compito più adatto.

Gli SSD possono essere utilizzati per il sistema operativo dei server, i database, le macchine virtuali e le applicazioni che richiedono basse latenze, mentre gli HDD possono essere destinati all'archiviazione di grandi quantità di dati, ai repository di backup e ai dati che non richiedono accessi estremamente rapidi. Questa architettura permette di bilanciare prestazioni, capacità e costi evitando di utilizzare storage ad alte prestazioni anche dove non è realmente necessario.

La progettazione dello storage deve quindi partire dal tipo di workload. Un database transazionale, per esempio, presenta esigenze molto diverse rispetto a un archivio documentale o a un repository destinato esclusivamente ai backup. Analizzare il workload prima di scegliere l'hardware permette di evitare investimenti inutili e di ottenere un'infrastruttura più equilibrata.

Storage aziendale e virtualizzazione

La virtualizzazione ha aumentato ulteriormente l'importanza dello storage perché più macchine virtuali possono utilizzare contemporaneamente le stesse risorse fisiche. In un ambiente virtualizzato, latenze elevate o prestazioni insufficienti dello storage possono influenzare numerose applicazioni contemporaneamente, creando un collo di bottiglia che si ripercuote sull'intero sistema.

Per questo motivo gli ambienti virtualizzati richiedono particolare attenzione alle prestazioni IOPS, alla latenza e alla velocità della rete che collega i server allo storage. Una soluzione di storage adeguatamente progettata permette alle macchine virtuali di accedere alle risorse in modo più efficiente e facilita anche operazioni come migrazione delle VM, replica e gestione centralizzata.

Storage e strategia di backup

La scelta dello storage deve essere considerata anche all'interno della strategia di backup aziendale. Conservare i dati su SSD, HDD, NAS o SAN non significa automaticamente disporre di una copia di sicurezza. Se il sistema principale viene compromesso, un eventuale backup deve essere separato e progettato per poter essere recuperato anche in caso di guasto grave o attacco informatico.

Un NAS può quindi rappresentare una destinazione di backup molto utile, ma non dovrebbe essere considerato necessariamente l'unica copia disponibile dei dati. La protezione deve prevedere copie differenti, possibilmente su sistemi separati e con almeno una copia non direttamente esposta all'infrastruttura principale. Anche la verifica periodica dei backup è fondamentale perché una procedura di salvataggio è realmente affidabile soltanto se i dati possono essere recuperati quando necessario.

Come scegliere lo storage aziendale

La scelta dello storage aziendale deve partire dall'analisi delle applicazioni e dei dati che l'infrastruttura deve gestire. La capacità necessaria è soltanto uno degli elementi da considerare, insieme a prestazioni IOPS, latenza, throughput, numero di utenti, frequenza degli accessi, crescita prevista dei dati, ridondanza, disponibilità e modalità di backup.

Un'azienda che necessita principalmente di condividere documenti potrebbe orientarsi verso un NAS professionale dotato di dischi adeguati e configurazione RAID. Un'infrastruttura server che esegue database e applicazioni critiche potrebbe invece richiedere SSD ad alte prestazioni oppure una SAN. In altri casi una combinazione di SSD e HDD può offrire il miglior rapporto tra prestazioni e costi.

Anche la crescita futura deve essere considerata nella progettazione. Uno storage dimensionato soltanto sulle esigenze attuali può diventare rapidamente insufficiente se il volume dei dati aumenta, se vengono introdotte nuove applicazioni o se cresce il numero di utenti. Progettare capacità, espandibilità e ridondanza fin dall'inizio permette di evitare interventi strutturali quando l'infrastruttura è già sotto pressione.

Storage aziendale: prestazioni, affidabilità e progettazione

SSD, HDD, NAS e SAN non rappresentano semplicemente quattro alternative tra cui scegliere, ma componenti che possono assumere ruoli differenti all'interno di un'infrastruttura IT. Gli SSD sono particolarmente indicati quando sono necessarie basse latenze e alte prestazioni, gli HDD rimangono interessanti per grandi capacità di archiviazione, i NAS permettono di centralizzare e condividere i file attraverso la rete mentre le SAN sono progettate per scenari più avanzati nei quali server e applicazioni richiedono storage centralizzato ad alte prestazioni.

La scelta corretta deve quindi essere effettuata considerando l'intero ambiente IT e non soltanto il prezzo o la capacità nominale dei dispositivi. Un'infrastruttura di storage realmente affidabile deve integrare prestazioni adeguate, ridondanza, monitoraggio, protezione dei dati, backup e possibilità di espansione. Per questo motivo la progettazione dello storage aziendale dovrebbe essere affrontata come parte integrante dell'architettura informatica complessiva, valutando il modo in cui server, applicazioni, rete, database e sistemi di backup interagiscono tra loro.

Per un'azienda, investire nella corretta progettazione dello storage significa ridurre il rischio di rallentamenti e indisponibilità, migliorare le prestazioni delle applicazioni e creare una base tecnologica capace di supportare la crescita futura. La soluzione migliore non è quindi necessariamente quella con lo storage più veloce o con la maggiore capacità, ma quella progettata in funzione dei reali workload aziendali e degli obiettivi di continuità operativa.